Ma John Wayne era John Wayne

Riprendere da dove avevamo lasciato è difficile, è passato troppo tempo. Però posso sempre farvi un veloce riassunto.

Il vecchio sito ha avuto dei problemi (diciamo così) e abbiamo optato per un cambio di rotta, squadra e stile. Nessun rancore, nessun dolore, tanta voglia di riprendere a scrivere.

Da ottobre 2020 viviamo a Cattolica, io ho perso 40 kg grazie alla Sleeve (riduzione chirurgica dello stomaco), Tommi ne ha messi su una quindicina grazie alla Nissen (“plastica” anti-reflusso) e la mamma invece è sempre bellissima e non si nota alcuna differenza da quando è nata ad oggi. Si, io sono rimasto un paraculo. D’altronde se uno muore tondo non è che nasce… no, aspè, com’era?  Vabbè.

Bullissimo

QUEL CHE È SUCCESSO ALLA MAMMA
A dire il vero una piccola differenza l’abbiamo notata anche nella mamma. Qualche giorno fa, purtroppo, durante una delle nostre rarissime sessioni di dovere coniugale (eh si, anche i caregivers a volte trombano) la mamma ha accusato un dolore al petto che pian piano si è propagato sulla spalla ed è passato al braccio. Ci siamo spaventati, c’è poco da dire. Purtroppo, presi dal panico e con dei giganteschi punti di domanda dipinti in faccia, abbiamo mancato di fare la cosa che anche i bambini sanno bisogna fare quando si pensa di avere avuto un infarto o simili: chiamare l’ambulanza (per un sacco di buonissime ragioni). Ma non ce l’aspettavamo, ci siamo rimasti davvero male. Io poi stavo avendo un infarto di rimando, perché vi assicuro che avere la propria moglie che si blocca all’improvviso e dice di avere male al cuore, poi al braccio e respira affannosamente, tutto d’un colpo, durante un momento “tutto sommato” spensierato, non è qualcosa che ti mette a tuo agio e riordina i pensieri. Anzi! E nemmeno essere la moglie in questione, mi suggeriscono dalla regia. Insomma, abbiamo cannato la reazione. Il giorno dopo comunque la mamma è andata dal medico di base che le ha prescritto degli esami urgenti e l’ha cazziata.
«Signora, avrebbe dovuto chiamare l’ambulanza. Non si scherza con queste cose. Adesso le prescrivo degli esami, ma non è detto che salti fuori qualcosa. Anche per questo bisogna chiamare subito l’ambulanza» Ora lo sappiamo, l’abbiamo imparato. Speriamo di non pagarla cara con un secondo episodio più grave, che avrebbe potuto essere evitato chiamando l’ambulanza già al primo. Perché di questo si tratta. Certo, non è detto che fosse un infarto. Tuttavia, non è da escludere.
Spesso gli infarti femminili vengono confusi con ansia e stress, sottovalutati insomma (lo dice Google). Quindi noi preferiamo continuare a pensare che possa essersi trattato di un piccolo infarto e proseguire su quella strada. D’altronde è dall’inizio della pandemia che vi dico: “eccessiva precauzione tutta la vita, se l’alternativa è la strafottenza“. La visita era fissata per ieri (19/5/21, ma è stata rimandata a domani per motivi tecnici, quindi ancora non riesco a dirvi nulla).
C’è poi il lato emotivo della cosa, quelle scene da film drammatico a basso budget che ti entrano in testa per un istante lunghissimo e ti lasciano un graffio sul cuore. L’ho stretta forte, ho cercato di tranquillizzarla, ma non ero credibile. Avevo molta più paura io di lei. Era come se il mio abbraccio servisse più a testare la sua tranquillità per farmene contagiare, piuttosto che passarle la mia. Ho avuto paura di perderla. Per una manciata di secondi, non di più. Ma ho perso 10 anni di vita, ve lo giuro! Ho avuto la conferma che la mia vita dipende da lei, forse ancora più che da Tommi. O forse no, magari è stata la paura provata a farle episodicamente scalare la classifica. Ma vabbè, non è importante, non è una gara. Loro sono il mio polmone destro e il mio polmone sinistro, qualunque dei due perdessi, dovrei respirare con un polmone solo. E dicono non sia il massimo. Anche se John Wayne l’ha fatto. Ma John Wayne era John Wayne. Io sono solo io.

Onesto

WEEK END IN SICILIA

Questo week end sono stato a Castellammare del Golfo (TP) per parlare di disabilità. L’associazione fiore Daphne (che trovate qui su instagram e qui su facebook) è da anni impegnata sul tema delle pari opportunità e dell’inclusione e mi ha chiesto di prendere parte alla kermesse “Disabili DaMare” patrocinata dal comune di Castellammare del Golfo, che dava il via alla loro nuova stagione di eventi dopo un anno e mezzo di pandemia. Insomma, nel mio piccolo, ho aperto le danze. Le limitazioni imposte dal protocollo anti covid e il fatto che la Sicilia fosse zona arancione non ci hanno certo aiutato a creare un’atmosfera alla “Woodstock”, ma ci siamo difesi. C’erano 35 posti disponibili e li abbiamo riempiti. Molti di voi mi hanno scritto che avrebbero voluto esserci ma non potevano uscire dal comune e la cosa mi ha reso orgoglioso di voi. I miei followers rispettano le regole. Vi si vuole bene.

Vabbè, ma com’è andato sto viaggio in Sicilia? Aneddoti, impressioni? Hai mangiato il cannolo, lo sfincione e il pane cunzato?

Si, si, mangiato tutto. Tranquilli.

L’avventura a dire il vero non è partita benissimo. Sveglia alle 3 di notte, preparazione in sordina, stile mission impossible, per non svegliare Tommi, mamma e suocera – che è venuta da Vigevano visto che la mamma avrebbe dovuto fare la seconda dose di vaccino proprio mentre io ero in Sicilia – e punto la porta. Avete presente quando state ripassando mentalmente tutte le cose da prendere e appena chiudete la porta vi vengono in mente le due cose più importanti ma dall’altra parte ci sono le chiavi inserite e quindi non potete rientrare? Ecco, è successo questo. Chiavi della macchina e mascherina sono rimaste in casa e io chiuso fuori. Che la mascherina magari me la potevo anche procurare in qualche modo, entrando da qualche parte con un fazzoletto in faccia per esempio, ma le chiavi della mia macchina in autogrill non le vendono.
La chiave inserita nella toppa – da dentro – era appena girata, quindi non sono riuscito a farla cadere in terra inserendo la mia copia da fuori, così dopo un paio di whatsappate a vuoto (che sapevo sarebbero andate a vuoto visto che togliamo la suoneria ai cellulari la notte, ma la speranza è l’ultima a morire dicono) mi sono buttato sul citofono. Per fortuna Tommi non si è svegliato e la mamma l’ha presa bene. Direzione aeroporto!!

La nonna. Lei e Tommi era qualche mese che non si incontravano.

Viaggiare con Ryanair, si sa, vale quel che paghi. Però erano anni che non prendevo un aereo e mi sono divertito a notare un paio di cose. La più originale è stata senza dubbio la faccenda del biglietto con priorità, quello che ti permette di entrare per primo sull’aeromobile per essere sicuro di trovare lo spazio per il tuo bagaglio a mano in cappelleria, prima che arrivino i fenomeni a metterci il marsupio o il giubbotto. Ce l’avevamo tutti. E la cappelliera era piena di marsupi e giubbotti. Praticamente, secondo alcuni miei connazionali, la priorità si paga per poter mettere il giubbotto in cappelliera immagino. Tipo il guardaroba in discoteca. Piccola bagarre per ristabilire la situazione ad opera degli assistenti di volo e via alla dimostrazione di emergenza, completamente in inglese SU UN VOLO DI LINEA NAZIONALE. La scelta di trasmettere l’annuncio con la spiegazione in italiano in differita rispetto alla dimostrazione, l’ho trovata completamente “no sense”. Già non li caga nessuno sti poveri cristi mentre fanno i vigili urbani in mezzo al corridoio, se poi non c’è nemmeno la spiegazione comprensibile, è chiaro che quelli si esibiscono a vuoto. Cosa buona e giusta è stata, invece, far presente di togliere la mascherina in caso di utilizzo della maschera dell’ossigeno. Con tutti quelli che pensano che dentro il vaccino anti covid ci sia un microchip, non mi stupirei di trovare in aereo uno che pensi che le compagnie aeree vogliano tu indossi la mascherina durante l’intera durata del volo solo per essere sicuri che, in caso di necessità (che loro faranno in modo di procurare), tu non possa utilizzare la maschera dell’ossigeno e muoia, perpetrando così il fine ultimo delle lobby degli aeromobili: la conquista del globo un incidente aereo dopo l’altro. Globo deserto, tra l’altro, se ci ammazzano tutti. Non sarebbe nemmeno un buon piano a livello tecnico/tattico (come direbbe Fabio Capello).

Castellammare del Golfo

Comunque la Sicilia è una terra meravigliosa e i siciliani anche. E non lo dico solo perché sono siciliano (risate di sottofondo). Sono stato proprio bene e torneremo al gran completo appena sarà possibile, quindi tenete le antenne puntate da quelle parti. Anche perché ho iniziato ad interessarmi ad un fenomeno particolare e vorrei approfondirlo: la differenza di significato tra nord e sud della frase “stiamo arrivando”. Al nord significa esattamente quel che dice, mentre al sud è più qualcosa tipo “lasciate ogni speranza o voi che aspettate”. Ma io, da buon asociale, ho apprezzato.
LA SCUOLA

Lunedì scorso avevamo appuntamento a scuola, per visitarla, ma ci sono andato solo io perché la mamma era in balia degli effetti della seconda dose di vaccino fatta il giorno prima: febbre, sonnolenza e la sensazione di quando ti passa sopra un tir e poi ritorna, per passarti sopra di nuovo. Mi è piaciuta, ve lo dico subito. Ci sono un sacco di rampe e l’ascensore e questo è un punto a favore. Un buon numero di aule per attività di laboratorio, un piccolo teatro e la mensa. Insomma, la scuola mi ha colpito parecchio, mi è piaciuta. C’erano alcune zone chiuse perché per il prossimo anno verranno abbattute e ritirate su da zero e questa cosa mi ha fatto pensare che poi sarà ancora meglio.
«Mi scusi, solo una cosa, perché mi hanno detto che devo chiedere a voi direttamente..»
«Certo, mi dica…»
«Tommi arriverà a scuola con la peg in funzione, quindi starà mangiando. Quando andava all’asilo (a Vigevano ndr) veniva un infermiere a staccare tutto e dargli le medicine. Qui come funziona?»
«C’è da far partire la richiesta. Nei prossimi giorni la faccio contattare dalla segreteria coni dettagli. Va bene?»
«Ottimo. Grazie»
Dovete sapere che l’insegnante di sostegno e gli educatori (che nel caso di Tommi verranno chiamati a coprire quella manciata di ore che l’insegnante non potrà coprire per limiti contrattuali) non possono mettere mano alla peg, alle siringhe e alle medicine. Per legge. Quindi o si torna noi dopo un’oretta (ma mi sembra una stronzatona) o si procura chi lo fa. All’asilo, nonostante le premesse e gli aneddoti di chi ci era già passato, la cosa non è stata difficile. Vedremo qui.
I tempi, qui a Cattolica, sono maturi per tirare alcune somme. Nel giro di settimane saremo consapevoli del nostro destino. Riusciremo a vendere casa a Vigevano (o almeno affittarla, anche se sarebbe più un male che un bene) e a restare qui o ci toccherà fare le valigie e tornare nella nebbia pavese? Noi nel frattempo, per aiutare il karma, stiamo iscrivendo Tommi a scuola e stiamo portando avanti tutto ciò che lo riguarda a livello assistenziale, perché se poi dovessimo rimanere e non avessimo portato avanti nulla, rischieremmo di fare un altro anno dal sapore “sabbatico”. Mentre noi vogliamo stabilità. Com’è giusto che sia e come merita Tommi. E come meritiamo anche noi, dai. Checcazzo.

Vi si vuole bene

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Commenti

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